Israele / Palestinesi: Religions for Peace richiama a sforzi per la pacificazione

Sulla inquietante situazione di guerra tra Israele e Striscia di Gaza pubblichiamo la dichiarazione di Azza Karam, Secretary General di Religions for Peace International e quella di due componenti, una Ebrea ed una Musulmana, del gruppo “Donne di Fede in Dialogo” di Religions for Peace Italia.


Dichiarazione di Dr Azza Karam, Secretary General di Religions for Peace International.
Traduzione italiana e , di seguito, originale in Inglese
12 Maggio 2021 – La violenza contro i civili a Gaza ed a Gerusalemme deve cessare. La violenza alimenta più violenza, aumenta la sofferenza umana e ritarda il lungo, duro lavoro di costruzione di una pace giusta. Questa violenza rappresenta l’evidenza ulteriore e micidiale del fallimento della leadership in tutti i sensi.
Religions for Peace crede che la pace può essere raggiunta solo onorando i diritti di ciascuno e di entrambi, dei Palestinesi e degli Israeliani, facilitando sofferti ma onorevoli compromessi attraverso un dialogo sostenuto e coinvolgendo le convinzioni morali di Ebrei, Cristiani e Musulmani che riconoscono la Terra Santa come loro casa comune.
Nè le sofferenze di tanti Palestinesi innocenti, né gli attacchi che hanno come bersaglio Israeliani innocenti possono essere giustificati. Questi atti alimentano cicli di violenza e non producono alcuna soluzione efficace e sostenibile.
Ebrei , Cristiani e Musulmani, sostenuti dalle buone intenzioni dei seguaci di tutte le fedi debbono unirsi nei richiami e negli sforzi per costruire la pace.  Religions for Peace  sa dal suo mezzo secolo di sforzi di costruzione multi-religiosa della pace che la sicurezza reale è una sicurezza condivisa.
Non ci sarà pace per nessuno, se non ci sarà pace per ciascuno e per tutti nella Terra Santa.
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Lettera di saluto di Roberto Catalano agli amici incontrati nel dialogo interreligioso nell’arco di 12 anni.

APR16

Gratitude for years of common pilgrimage

A few weeks ago after receiving the news of my next appointment at Istituto Universitario Sophia I had the idea of writing a letter to all people of different religions I met in the last 12 years. Of course, I could not remember all of them, but I had many addresses and contacts especially of those with whom we entertained program, conferences, different initiatives of dialogue. Many were constant companions in the pilgrimage of dialogue, others came along the way now and then. But I truly felt a deep sense of gratitude for each and every one of them, including many Christians involved in the same adventure of dialogue.

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