25 Novembre: Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

I dati parlano chiaro: la questione della violenza sulle donne nel nostro paese sta assumendo aspetti pari a quelli di una piaga sociale, ma in un approccio obiettivo è necessario andare oltre ai dati statistici.

In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza sulle Donne, è necessario fermarsi a riflettere su questo problema, forse più di altri giorni. Al tempo stesso non dobbiamo, ogni giorno, smettere di interrogarci sui motivi della violenza alla base di quei rapporti che vengono vissuti a diversi livelli della nostra società. Un problema antropologico e sociale, che spesso viene minimizzato, in cui però non bisogna neppure criminalizzare il maschile.

La domanda che deve stimolare la nostra riflessione è su come la violenza alimenti le nostre relazioni e come questa stia aumentando e si perpetui nei confronti dei soggetti più fragili, in questo caso le donne. Affrontare giudizi relativi a questa ricorrenza del 25 novembre è compito assai arduo e il rischio è quello di scivolare in luoghi comuni o sbrigative generalizzazioni.

La questione della violenza di genere è una responsabilità che deve abbracciare tutti, uomini e donne; è una questione prima di tutto sociale. Per persone che coltivano ogni giorno una fede, percorsi spirituali, andare oltre questi luoghi comuni è doppiamente importante.

Nel nostro piccolo, come “Donne di Fede in Dialogo” di Religions for Peace Italia, abbiamo sempre cercato di fare luce sugli effetti ricercando le cause, per comprendere se esistono soluzioni perseguibili. Le risposte non sono esaustive, ma il confronto prosegue, anche grazie alle tante iniziative portate avanti dai vari gruppi che aderiscono al nostro network, così come la ricerca dai connotati educativi e pedagogici che tocca la sfera materna o i modelli paterni di riferimento nella nostra società.

Il lavoro che ci spetta come credenti e prima di tutto cittadini è quello di migliorare l’allenamento all’ascolto, il coraggio della denuncia e comprendere i sentori di un disagio relazionale, senza nascondersi, perché è importante andare oltre abitudini e ruoli sociali acquisiti. Ricercare le radici di questo problema è arduo, ma non impossibile, e farlo con onestà intellettuale è doppiamente difficile, ma necessario. La sfida più grande è quella di stabilire alleanze nuove, tra uomo e donna, uscendo dall’idea che tutti gli uomini siano mostri.

Comprendere chi siamo e le ragioni della violenza è una sfida atavica che valica i confini spazio-temporali, ma non dimentichiamo che i conflitti risiedono nel profondo del cuore di ogni uomo; importante è capire il nocciolo di quel disagio ristabilendo un equilibrio interiore. In una società che sembra offrire tutto e subito e ci ha abituato a comprare, lo facciamo persino con i sentimenti, scambiando quello che è uno dei sentimenti più nobili, come l’amore, per banale possesso.

Per questo è necessario lavorare per ristabilire l’armonia personale e comunitaria a partire dal singolo, aiutando anche le donne a trovare vie di riscatto oltre i modelli maschili di riferimento utilizzati fino ad ora. Abbiamo bisogno di relazioni autentiche, imbevute di reciproca fiducia, al fine di completare il nostro personale yin e yang.

Inoltre mi auguro che le donne possano essere più sorelle tra loro per affrontare insieme trappole di relazioni possessive mascherate da amore, per poter educare uomini migliori ed abbattere gli spettri del patriarcato, dei quali anche le religioni risentono spesso. Il mio auspicio è che grazie a relazioni basate su rispetto reciproco e leale confronto, possiamo arginare ma anche costruire una società più equa e sconfiggere queste piaghe, dannose per tutti noi. 

Francesca Baldini, Coordinatrice “Donne di Fede in Dialogo” Religions for Peace

Le immagini sono incisioni offerte gentilmente dall’artista Daniela Savini