Aitzaz Hassan, martire per caso, martire per scelta

Aitzaz Hassan

Aitzaz Hassan,  un ragazzo pakistano di 17 anni , ha dato la vita per bloccare un terrorista suicida che si accingeva a farsi esplodere all’interno della scuola che Aitzan frequentava, in un remoto villaggio del distretto di Hangu nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa. Se non fosse stato bloccato da Aitaz, l’assaltatore avrebbe provocato la morte di centinaia di studenti.

Il padre del ragazzo, Mujahid Ali Bangashd, si è sentito onorato da questo suo figlio che, con un gesto coraggioso,  ha salvato tante giovani vite. Ha detto , fra l’altro, a chi lo intervistava: ” Mio figlio ha fatto piangere sua mamma, ma ha evitato che altre centinaia di mamme piangessero per i loro figli “

Suo cugino, Mudassir Bangash, lo ha descritto come un ragazzo eccellente in tutte le attività extracurriculari ed ha affermato: “Aitzaz era un pò grassottello e noi lo chiamavamo pehlwan (lottatore). Mio cugino voleva diventare un medico, ma non è stato questo il volere divino …”

Rendiamo onore al giovanissimo Aitzaz, che, pur senza diventare medico, ha salvato, con la sua decisione di bloccare un disperato seminatore di morte,  tante vite di suoi  compagni di scuola.

Il suo nome sia benedetto per sempre tra i giusti e tra i martiri per la vita !

 

 

Il dialogo interreligioso strumento della coesione sociale

Giovedì 16 gennaio 2014 ore 11.00

Sala della Regina

Palazzo Montecitorio

Ingresso principale

 

Saluto del Questore della Camera dei deputati

Stefano Dambruoso

Interventi

S. E. Budiarman Bahar

Anbasciatore dell’Indonesia presso la Santa Sede

S. E. Mons. Lorenzo Leuzzi

Riccardo Pacifi ci

Presidente Comunità Ebraica di Roma

Imam Yahya Pallavicini

Vice Presidente CO.RE.IS.

(Comunità Religiosa Islamica) Italiana

Rav Marc Schneier

Presidente FFEU

(Fondazione per la Comprensione Etnica)

Imam Shams Ali

Presidente della Comunità musulmana indonesiana

a New York

Modera

Chiara Ferrero

Presidente Accademia di Studi Interreligiosi

 

R.S.V.P.

cerimoniale.adesioni@camera.it

indicando data e orario dell’evento

L’accesso alla Sala sarà consentito

fino alle ore 10.45

Calcio.Ebrei religiosi potranno giocare con la kippah

calciatori con kippah

TEL AVIV – In deroga alle regole della Fifa, i calciatori ebrei religiosi potranno scendere in campo con uno zuccotto (la ‘kippah‘) in testa. Lo riferisce il quotidiano Maariv secondo cui sulla questione si e’ innescato un aspro braccio di ferro fra l’Associazione israeliana calcio e gli sportivi religiosi, per lo piu’ impegnati in squadre minori.

In ossequio alle disposizioni della Fifa la Associazione israeliana calcio ha vietato la settimana scorsa ai calciatori la ostentazione di un copricapo qualsiasi, ebraico o musulmano. Agli arbitri e’ stato chiesto di segnalare questa forma di indisciplina e ai giocatori e’ stato chiarito che rischiavano sanzioni. Ma le pressioni in senso inverso sono state tali, rileva Maariv, che l’Associazione israeliana calcio e’ stata presto obbligata a fare retromarcia, in deroga alle istruzioni giunte dalla Fifa.

Fra i calciatori distintisi nella protesta Maariv menziona Yair Cohen Zedek del Maccabi Jaffa, e Guy Dayan del Hapoel Akko.

Fonte: Ansa.it 

Pakistan. I leader religiosi: il 2014 sia un “anno della pace” nel Paese

Il 2014 sia “un anno di pace e riconciliazione” in Pakistan: è l’appello lanciato dai leader cristiani e di altre comunità religiose, riunitisi in un incontro interreligioso a Lahore, nel nome del dialogo e dell’armonia. Come riferito all’Agenzia Fides, mons. Sebastian Francis Shaw, arcivescovo di Lahore, ha rimarcato che “l’effetto del dialogo tra di noi è quello di renderci vicini l’uno all’altro, e di eliminare la paura e il sospetto”. “La nostra terra del Pakistan è molto fertile per il dialogo e crediamo nel Dio misericordioso che dà speranza e energia per vivere insieme. E’ bello vedere e sentire preghiere per la pace alzarsi da chiese, moschee, templi indù e sikh: questo contribuisce a creare una atmosfera di armonia nel Paese”. L’arcivescovo ha lanciato un appello perché “la luce di Dio illumini l’oscurità nei cuori, portando una speranza di pace ”. Fra i leader musulmani partecipanti, Sohail Ahmed Raza, capo della gioventù musulmana dell’organizzazione “Minhaj-ul-Quran” ha espresso l’auspicio che “il 2014 possa essere l’anno di una pace duratura in Pakistan”, mentre il mufti Muhammad Ashiq Hussain, capo della madrasa (scuola islamica) locale, ha parlato del messaggio di pace del Natale, affermando che gli incontri interreligiosi “aiutano i pakistani a crescere nel rispetto reciproco e a costruire un Pakistan prospero”. Il leader sikh Sardar Gernail Sing ha detto che “urge dire a tutti i nostri figli di essere vicini gli uni gli altri e di tenere accese le piccole luci della pace e della riconciliazione, perché il nostro Paese sia posto tranquillo dove vivere”. Anche il leader indù Bhagat Lal ha sottolineato che “è buona tradizione che leader e credenti di tutte le fedi continuino a incontrarsi spesso: siamo tutti pakistani e vogliamo la pace nella nostra patria”. L’incontro di Lahore è stato organizzato dal “Consiglio per il Dialogo Interreligioso”, organismo promosso da alcuni sacerdoti cristiani come padre Inayat Bernard e padre Francis Nadeem, che opera con l’intento di “creare un Pakistan pacifico, tollerante e luminoso”. (R.P.)

Fonte: RadioVaticana