Viaggio nella Cina in trasformazione con RELIGIONS FOR PEACE // 18-29 Agosto 2014

PROGR. LOCANDINA CINA RELIGIONS copia

Vi proponiamo questo viaggio in Cina, organizzato in collaborazione con l’associazione culturale STELLA ERRANTE, che ha un taglio molto speciale: all’intenso programma di visite a luoghi molto significativi della tradizione e dell’innovazione si aggiungeranno gli incontri con associazioni impegnate nel dialogo interreligioso ed interculturale, a partire dalla sezione cinese di RELIGIONS FOR PEACE, una cui delegazione ha fatto visita in Roma alla nostra sezione italiana nel maggio dello scorso anno.

 TERMINE ISCRIZIONI 25 GIUGNO            RICHIEDETE IL PROGRAMMA DETTAGLIATO

 organizzazione tecnica  CIVATURS ROMA  Via dei Granatieri, 30    00143  ROMA

Tel 06 884050406 8840504   Fax 06 64220524   roma@civaturs.com    www.stellaerrante.it

 

 

 

 

 

Auguriamo una Felice Pasqua ad amiche ed amici di tutte le Chiese Cristiane

 

anastasis

Possano anche gli altri, credenti di altre tradizioni e non credenti, condividere il messaggio di speranza offerto da questa festa: una prospettiva di passaggio dalle oscurità dell’esistenza alla luce del bene condiviso, dalla schiavitù delle paure alla libertà dell’accoglienza reciproca, dall’orrore della morte all’attesa di orizzonti di continuità tra le braccia di un Mistero più Grande.

 

 

 

 

Religions for Peace Secretaries General endorse the Peace Process in the Central African Republic

 Religions   for Peace  Secretaries General  endorse   the Peace Process in the Central African Republic  

15 April 2014

          Archbishop     Dieudonné Nzapalainga (L), Imam Omar Kobine Layama (C) and Pastor Nicolas     Guerékoyame Gbangou (R)

Religions for Peace (RfP), in its capacity as  a co-founder of the Network of Religious and Traditional Peacemakers,  endorsed a major step in the peace process in the Central African Republic (CAR), in particular the efforts of its religious leaders.

The Central African Republic has been gripped by a brutal and     protracted civil conflict that has claimed thousands of lives, resulted in     large refugee flows and internally displaced persons and the destruction of     years of development. Tragically, the fault lines of the political conflict     have converged along religious identities, resulting in the misuse of     religion to further fuel the conflict.

In this context, the religious leaders in CAR have built a     Platform of Religious Leaders for the express purpose of harnessing     inter-faith cooperation for national peace building and reconciliation. The     Platform of Religious Leaders was the driving force behind an historic     agreement of principles expressed in a statement, signed by representatives     of the key parties to the conflict-Seleka and anti-Balaka-, the     Transitional Government and the Platform of Religions of Central Africa on     8 April 2014.

The statement renounces violence, welcomes the role of     domestic religious leaders, encourages inter-communal and interfaith     dialogue and urges the Transitional Authorities to implement an inclusive national dialogue between all political, social and religious parties in the country.

A senior American delegation of religious leaders-including  Cardinal Theodore McCarrick, Archbishop Emeritus of Washington, DC, USA,     Pastor Leith Anderson, President of the National Association of     Evangelicals of the USA and Imam Mohamed Magid, President of the Islamic     Society of North America-joined in solidarity with the Platform of     Religious Leaders, as witnessing signatories of the agreement. Supporting     the American delegation was Ambassador Rashad Hussain, President Obama’s  Special Envoy to the Organization of Islamic Cooperation (OIC).

RfP International  Secretary General, Dr. William F. Vendley, and the African Council of     Religious Leaders (ACRL-RfP) Secretary General, Dr. Francis Kuria,  also signed the document as witnesses and in solidarity with the religious     leaders of CAR, as did H.E. Ufuk Gokcen, Ambassador of the Organization of Islamic Cooperation to the United Nations.
Dr. Kuria stated: “Africa’s religious leaders have deep and hard-won experience in conflict resolution and the ACRL-RfP as well as the global RfP movement is prepared to work in solidarity with the Platform of Religious Leaders in the CAR for peace.”

Dr. Vendley said it is vital for RfP and its  global network to demonstrate support for the Platform of Religious Leaders  constructed by CAR’s religious leaders. 

The Network representatives also met with H.E. Dr. Cheikh     Tidiane Gadio, the Special Envoy of the OIC for the CAR, who shared a three     point agenda of stopping the violence, building a consensus of shared     principles among political players and advancing humanitarian relief.     Ambassador Ufuk Gokcen stated that the OIC is committed to working with     both the Muslim and Christian communities in building peace. “The     conflict is fundamentally political,” he noted, “and requires a political solution based on an inclusive national dialogue.  The religious communities, however, can play an irreplaceable role in fostering  peace.                                                      Finn Church Aid, the Coordinator of the Network of Religious Traditional Peacemakers facilitated a gathering of CAR religious actors, international religious NGOs-including Catholic Relief Services, a key supporter of the Platform of Religious Leaders-in a strategic planning exercise designed to further support to the inter-religious work of the CAR religious communities.       Finn Church Aid, the Organization of Islamic Cooperation, Religions   for Peace, the United Nations Conflict Mediation Support Unit and     Alliance of Civilizations are co-founders of the Network of Religious     Traditional Peacemakers. “We are grateful to Finn Church Aid’s service     of facilitation of the Network”, noted Dr. William Vendley.

               Left   to Right: Archbishop Dieudonné Nzapalainga, Imam Mohamed Hag     Magid, Theodore Cardinal McCarrick,     Pastor Leith Anderson, Ambassador Rashad Hussain, Imam Omar Kobine Layama     and Pastor Nicolas Guerékoyame Gbangou

 

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Non si può “giocare” con la Shoah, nè con nessun’altra tragedia umana

Condividendo nella sostanza questa lettera, che l’amico Luciano Mazzoni ha inviato ai membri del FORUM INTERRELIGIOSO DI PARMA, del quale è coordinatore, lo portiamo alla conoscenza dei visitatori del nostro sito.

Cari amici e amiche del FORUM, dopo aver sentito ieri sera l’ultima aberrante iniziativa del signor Grillo e dopo aver letto stamane, a tal proposito, diversi quotidiani, ritengo doverosa una puntualizzazione.  Non mi muove l’intento politico né polemico, ritenendo per parte mia che da chiunque adotti in modo sistematico il virus della volgarità e dell’offesa non potrà mai venire nulla di buono. Mi spinge piuttosto la confusione di piani che ancora una volta si rischia, generando equivoci a non finire; mentre occorre distinguere e precisare. Già  in passato abbiamo stigmatizzato le azioni antisemite [sempre attuali, come insegna l’ultimo grave episodio di Kansas City, ove l’aggressore urlava ‘Heil Hitler’], chiarendo come la Shoah appartenga al patrimonio in particolare dell’Europa, ma non solo, non soltanto per il suo prezioso valore umano (ci insegnano anche i drammi e le tragedie), indiscutibile sul piano storico, ma anche per la sua valenza universale, sul piano simbolico. Ecco: il fatto accaduto ieri mi pare che vada colto precipuamente su questo piano, osservando attentamente che:

–  in primo luogo: si è utilizzato ed alterato, a fini strumentali, una immagine che è diventata il simbolo per eccellenza del “male portato a sistema nella modernità”: quei cancelli rappresentano un ammonimento ‘sacro’ anche in senso civile, vale a dire ‘intoccabile’: per tutti e non solo per gi ebrei!

–  in secondo luogo: si è analogamente utilizzato e manipolato un testo [‘Se questo è un uomo’] che costituisce un pilastro della letteratura contemporanea: quel libro va custodito e non può essere vilipeso!

– in terzo luogo: inevitabilmente si è così anche offesa la memoria dei martiri e dello stesso scrittore Primo Levi, vittima di un ulteriore male interiore ‘incurabile’.

Su quest’ultimo punto si è levata, giustamente, la reazione della Comunità Ebraica italiana; e su questo, ma generalmente solo su questo oltre che sul secondo, si sono levate anche altre voci.

Viceversa si è ben poco reagito e ragionato sul primo, in se stesso, perfino al di là e prima del suo riferimento specifico e storico. Dobbiamo, viceversa, scavare più e meglio in profondità, sulla portata della prima questione: sulla quale Vi invito a leggere con pazienza quanto segue.   Va sottolineato come ogni sistema civile si regga necessariamente su un apparto simbolico [la bandiera, la patria, ecc. – ma anche la famiglia …], considerate socialmente ‘sacre’, cioè da rispettare ed onorare; l’aggregazione umana non è possibile senza il vincolo realizzato e sancito tramite il veicolo del simbolo [l’uomo è animale simbolico, prima ancora che razionale]: ecco perché esso non può essere disponibile -mai- per operazioni di manipolazione e/o di impropria fruizione.  Ed oggi, in forza di questa globalizzazione che realizza il pianeta come ‘villaggio globale’, siamo nella difficile transizione da sistemi simbolici etnico o nazionali ad un sistema simbolico planetario, tutto da costruire: una evoluzione che è nelle nostre mani, in termini unificanti o altrimenti distruttivi … tertium non datur! Tante volte in passato la politica ha strumentalizzato o si è appropriata dei simboli, anche religiosi, a fini ideologici: si ricordi il nazismo con la croce uncinata (svastica), appartenente ad antichissime culture dell’Oriente. Oggi ci pensa spesso anche il marketing, con una disinvoltura disarmante: e la mentalità scioccamente e superficialmente ‘libertaria’ occidentale sottovaluta la portata di questa distorsione, che costituisce una aberrazione, poichè entra nel profondo delle coscienze fino ad alterare la memoria e quindi la radice e la stessa identità di un popolo, specie nelle nuove generazioni sempre più prive di riferimenti saldi. Un male inteso senso della libertà può condurre lontano, come ammoniva già Platone!   Tutto ciò dovrebbe sospingere tutti ad una maggior sensibilità verso questo piano, ignorato o sottovalutato [perfino dalla scuola!]. Ecco perché questi episodi non possono passare sotto silenzio, né vagliati col consueto ‘buonismo’ tipicamente italiano, né essere velocemente rubricati nelle stupidate o tanto meno assolti, come ‘peccati veniali’ del gergo e del teatrino politico [in questo caso del pagliaccio di turno]; si tratta di prendere una buona volta le cose sul serio e di affermare una gerarchia valoriale che sorregga una etica pubblica in grado di salvaguardare questa civiltà, presente e futura!  In tal senso faccio notare come troppe volte abbiamo sottovalutato le reazioni, indubbiamente spesso eccessive, del mondo islamico all’utilizzo delle immagini e/o parole religiose della loro tradizione, alla cui base però, soggiaceva questa ispirazione (o forse anche istinto primordiale) alla difesa di un patrimonio ritenuto intangibile. Quanto sopra, a titolo personale, non va intesa come una lezione di antropologia culturale: bensì come l’ABC che è premessa e fondamento di qualsivoglia ordine civile … scusate se è poco!

Luciano Mazzoni  e-mail: luciano.mazzoni@digilan.it