Impegno comune delle comunità religiose nell’affrontare anoressia e bulimia, “mali dell’anima” prima che del corpo

In Italia oltre tre milioni e mezzo di persone soffrono di disturbi del comportamento alimentare, primi fra tutti anoressia e bulimia. Malattie subdole che gettano nella disperazione milioni di famiglie e rappresentano la prima causa di mortalità per le adolescenti.

Nadia Accetti ne ha sofferto a lungo, ma ora è guarita e si dedica alla prevenzione e sensibilizzazione. È una storia di speranza quella di Nadia, 35 anni, romana di origini siciliane con una formazione di attrice e pittrice. Parla di una gioia di vivere contagiosa ritrovata dopo anni di sofferenza, grazie alla fede.   «Ho subito una violenza sessuale – racconta -, tentato un suicidio e affrontato aspri conflitti con il mio corpo, passando da anoressia a bulimia e binge eating. Il mio grido è quello di chi ha provato sulla propria pelle questo cancro dell’anima. La fede, l’arte, il perdono e il coraggio di chiedere aiuto mi hanno salvata e il mio sorriso è il segno evidente che il dolore si può trasformare in opportunità».

Dall’esperenza di guarigione, nel 2009, è nata DonnaDonnaOnlus, ispirata alla lettera aspostolica “Mulieris dignitatem” del beato Giovanni Paolo II. Fiore all’occhiello dell’associazione è la realizzazione di un calendario.   «Quest’anno – spiega Nadia – oltre al patrocinio del Parlamento europeo, abbiamo ottenuto quello degli Uffici del Vicariato di Roma per la pastorale sanitaria, per l’ecumenismo e per le migrazioni. Un fatto importantissimo perché, per la prima volta, questo male viene affrontato anche dal punto di vista spirituale».

Il calendario, realizzato in collaborazione con l’associazione Religions for Peace Italia, contiene contributi di tutte le confessioni religiose. «Ogni mese è dedicato a un Paese della Comunità europea, ritratto in uno scatto di gruppo, e il titolo è “Che tutti siano uno” perché “Il capolavoro sei tu”».

Intanto, al Parlamento europeo, è stato presentato un progetto di legge per indire una Giornata internazionale di prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare. Mentre Nadia, che nel frattempo testimonia la sua gioia di vivere nelle scuole e nelle parrocchie, spera di realizzare al più presto il suo sogno: aprire un centro di ascolto tutto suo.

( ripreso da ROMASETTE.it   10 febbraio 2014 )

Accoglienza delle differenze religiose in ospedale. Le linee guida del Gemelli di Roma

 Per riconoscere l’importanza del rispetto delle radici culturali, della spiritualità e delle diverse appartenenze religiose di ciascun individuo, e delle persone malate in particolare, il Policlinico universitario “A. Gemelli” ha adottato un modello interculturale per l’accoglienza e la cura dei pazienti di cultura e credo religioso diverso. Il documento è stato elaborato su impulso del Centro Pastorale dell’Università Cattolica di Roma e della Direzione del Policlinico, alla luce delle Raccomandazioni per gli operatori sanitari delle strutture ospedaliere e territoriali della Regione Lazio, promosse dalla ASL RME.

La “Policy per l’accoglienza delle differenze e specificità culturali e religiose” definita dal Policlinico Gemelli è stata presentata l’11 Febbraio , in occasione della XXII Giornata Mondiale del Malato, alla presenza  di rappresentanti delle Istituzioni, delle Comunità religiose e delle Associazioni di Volontariato. Erano presenti all’evento, in rappresentanza della ASL Roma E, il dr Alessandro Bazzoni e la dr.ssa Daniela Santella che coordinano il “Laboratorio per l’accoglienza” operante presso la ASL stessa dal 2010.

“La Policy  – spiega una nota del Policlinico – nasce dalla consapevolezza della necessità di adottare una modello di accoglienza, orientamento e assistenza ai cittadini, con particolare attenzione agli aspetti relazionali e alle differenze culturali e confessionali, che rappresentano le fondamenta di una cultura dell’umanizzazione delle cure e dell’assistenza”.

L’obiettivo di tale Policy “è quello di fornire le linee di indirizzo per assicurare, all’interno del Policlinico Gemelli, un’adeguata gestione dell’accoglienza delle differenze e specificità culturali e religiose al fine di migliorare la qualità dell’assistenza e dell’accoglienza dei pazienti in base alle differenze e specificità culturali e religiose; favorire la conoscenza reciproca di culture, di tradizioni, di sistemi sociali, in una prospettiva di interscambio e di arricchimento reciproco; disporre di informazioni utili per anticipare i bisogni e pianificare attività a favore dei pazienti; individuare nei limiti delle possibilità spazi da dedicare al raccoglimento e alla preghiera; definire le caratteristiche delle figure di riferimento mediante accordi tra la Direzione del Policlinico e le diverse comunità culturali e religiose”.

La Policy si applica per le necessità culturali e religiose di tutti i pazienti che ne fanno esplicita richiesta ed è valida per tutte le Unità Operative e Servizi all’interno del Policlinico Gemelli.   In concreto, attraverso un approccio interreligioso ed interculturale alle cure, la Policy fornisce delle vere e proprie linee guida attraverso il recepimento delle raccomandazioni contenute nel documento promosso dalla ASL RME in cui l’ascolto, la conoscenza, la comprensione e il confronto rivestono un ruolo fondamentale nel rapporto tra medico e paziente. Ad esempio, vengono fornite informazioni riguardo al momento dell’accoglienza in ospedale, al rapporto con la corporeità, al lavaggio delle mani e dei piedi, alla gestione delle cure, alla comunicazione tra medico e paziente, alle differenze di genere, alla gravidanza e al momento del parto e della nascita, alle norme alimentari da rispettare nei menù, all’assistenza spirituale e religiosa durante la degenza, ai momenti di preghiera, ai riti funebri e alla gestione della salma, alle festività.

Teresa Petrangolini, consigliera regionale del gruppo ‘Per il Lazio’ ha affermato, in riferimento a questo evento :“L’iniziativa che il Policlinico Gemelli dedica oggi all’accoglienza e alla cura dei pazienti di diverse culture e religioni va nella giusta direzione. Ho presentato in Consiglio regionale una mozione che impegna Presidente e Giunta del Lazio a definire un progetto per l’attivazione dei servizi di assistenza religiosa, non solo cattolica, nei presidi ospedalieri delle Aziende Sanitarie della Regione, al fine di garantire indistintamente a tutti i pazienti ricoverati l’assistenza spirituale”. La stessa Petrangolini considera quesat iniziativa che si svolge  proprio in occasione  della Giornata Mondiale del Malato, “un importante passo in avanti nel campo dell’integrazione, della tolleranza e della tutela dei diritti di tutti i cittadini”.

Religioni per la Pace Italia in visita alla Sinagoga di Roma

Venerdì prossimo, 31 Gennaio, alle ore 10, una delegazione di Religioni per la Pace Italia andrà in visita alla Sinagoga del Tempio Maggiore, sul Lungotevere de’ Cenci, a Roma.

Un gesto che vuole sottolineare la profonda amicizia e vicinanza della nostra associazione alla comunità ebraica di Roma, dopo i riprovevoli fatti dei giorni scorsi, avvenuti nella capitale, proprio a ridosso della Giornata della Memoria.

La delegazione, che sarà ricevuta dal direttore dell’Ufficio Rabbinico, Rav Ariel Di Porto, porterà il nostro saluto fraterno e riaffermerà il nostro impegno per il rispetto delle identità religiose, in linea con il lavoro da sempre svolto da Religioni per la Pace Italia.

SOLIDARIETA’ ALLA COMUNITA’ EBRAICA DI ROMA BERSAGLIO DI PROVOCAZIONI TRIVIALI

Esprimiamo la nostra fraterna solidarietà alle amiche ed agli amici della comunità ebraica di Roma offesi da gesti demenziali quanto violenti di avversione e di disprezzo proprio a ridosso della giornata della Memoria.

Continuare a lavorare insieme per affermare i grandi valori condivisi a favore della dignità umana potrà rappresentare un antidoto efficace all’odio ed alla diffamazione alimentati dalle contrapposizioni ideologiche.