APPELLO DI RELIGIONS FOR PEACE A PREGARE PER LA SIRIA IN VISTA DEI COLLOQUI DEL 22 GENNAIO IN GINEVRA

16 January 2014

CALL FOR ALL IN THE RELIGIONS FOR PEACE FAMILY TO PRAY

-EACH ACCORDING TO HIS OR HER TRADITION-
FOR OUR SYRIAN BROTHERS AND SISTERS

 

Esteemed Colleague in Religions for Peace,

Greetings in Peace.

Allow me to call you as members of the Religions for Peace family to pray urgently-in accord with your own tradition-for our Brothers and Sisters in Syria. The agony of the Syrian people suffering an unbearable civil war and humanitarian crisis must cease.

 

There are reasons for hope as world political leaders plan to convene on 22 January for the Geneva 2 peace talks. These talks remain uncertain and it would help if all religious believers re-double their prayers for their success.

 

On Monday 13 January, the Vatican issued a strong statement deploring the unabated violence in Syria during a conference titled: “Syria: With a Death Toll of 126,000 and 300,000 Orphans of War, Can We Remain Indifferent?”  I was honored to join with 17 other senior religious, political and academic leaders at the Vatican to soberly ponder these realities.

 

As I write, I am with the World Council of Churches in Geneva as it convenes its member churches to address the Syrian crisis.

 

Muslims, too, around the world, including many in Syria, are also calling for prayer, humanitarian aid and a resolution to the crisis.

 

This is the time for all of us in Religions for Peace to pray in solidarity with our Syrian brothers and sisters, and to pray that the international community act with courage and wisdom to help ease the suffering of the Syrian people.

 

The international political negotiations for peace must also be accompanied by multi-religious efforts to advance peace.  This is why Religions for Peace is working to support Syrian religious leaders in their efforts to build an action oriented Syrian Inter-religious Council.  

 

Please join your fellow Religions for Peace colleagues around the world by continuing to pray for the people of Syria and for progress in the Geneva 2 peace talks.

 

In solidarity for Peace, I remain

 Respectfully,

 Dr. William F. Vendley

Secretary General

16 gennaio 2014. Giornata del dialogo ebraico – cattolico

In occasione della XVIII Giornata di dialogo tra ebrei e cattolici, sono tante le iniziative che si susseguono, specialmente a Roma. La giornata, Istituita in Italia nel 1989 e che quest’anno viene dedicata al comandamento “Non rubare”, sarebbe venuta a cadere venerdì 17 gennaio, proprio alla vigilia della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Essendo però come giorno della settimana venerdì, ovvero giorno in cui, nel pomeriggio/sera, gli ebrei avrebbero accolto il sabato, si è deciso, insieme alle autorità religiose ebraiche, di anticiparla al giovedì 16.

Tra gli incontri in programma per giovedì 16 gennaio, vi segnaliamo:

“Il dialogo interreligioso strumento della coesione sociale”:

Convegno che si svolgerà presso la Palazzo Montecitorio, Sala della Regina, alle ore 11,00.

Interverranno:

– S.E. Budiarman Bahar, Ambasciatore dell’Indonesia presso la Santa Sede

– S.E. Mons. Lorenzo Leuzzi

– Riccardo Pacifici, Presidente Comunità Ebraica di Roma

– Imam Yahya Pallavicini, vice presidente Co. RE. IS (Comunità Religiosa Islamica) Italiana 

– Rav Marc Schneier, Presidente FFEU (Fondazione per la Comprensione Etnica) 

– Imam Shams Ali, Presidente della Comunità musulmana Indonesiana di New York

Modera: Chiara Ferrero, Presidente Accademia di Studi Interreligiosi

Nel pomeriggio invece si svolgerà un’altro incontro, molto interessante, presso la Pontificia Università Lateranense.

Il programma in allegato di seguito Loc_Eb-Cris_301112_23x48

 

Aitzaz Hassan, martire per caso, martire per scelta

Aitzaz Hassan

Aitzaz Hassan,  un ragazzo pakistano di 17 anni , ha dato la vita per bloccare un terrorista suicida che si accingeva a farsi esplodere all’interno della scuola che Aitzan frequentava, in un remoto villaggio del distretto di Hangu nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa. Se non fosse stato bloccato da Aitaz, l’assaltatore avrebbe provocato la morte di centinaia di studenti.

Il padre del ragazzo, Mujahid Ali Bangashd, si è sentito onorato da questo suo figlio che, con un gesto coraggioso,  ha salvato tante giovani vite. Ha detto , fra l’altro, a chi lo intervistava: ” Mio figlio ha fatto piangere sua mamma, ma ha evitato che altre centinaia di mamme piangessero per i loro figli “

Suo cugino, Mudassir Bangash, lo ha descritto come un ragazzo eccellente in tutte le attività extracurriculari ed ha affermato: “Aitzaz era un pò grassottello e noi lo chiamavamo pehlwan (lottatore). Mio cugino voleva diventare un medico, ma non è stato questo il volere divino …”

Rendiamo onore al giovanissimo Aitzaz, che, pur senza diventare medico, ha salvato, con la sua decisione di bloccare un disperato seminatore di morte,  tante vite di suoi  compagni di scuola.

Il suo nome sia benedetto per sempre tra i giusti e tra i martiri per la vita !

 

 

Il dialogo interreligioso strumento della coesione sociale

Giovedì 16 gennaio 2014 ore 11.00

Sala della Regina

Palazzo Montecitorio

Ingresso principale

 

Saluto del Questore della Camera dei deputati

Stefano Dambruoso

Interventi

S. E. Budiarman Bahar

Anbasciatore dell’Indonesia presso la Santa Sede

S. E. Mons. Lorenzo Leuzzi

Riccardo Pacifi ci

Presidente Comunità Ebraica di Roma

Imam Yahya Pallavicini

Vice Presidente CO.RE.IS.

(Comunità Religiosa Islamica) Italiana

Rav Marc Schneier

Presidente FFEU

(Fondazione per la Comprensione Etnica)

Imam Shams Ali

Presidente della Comunità musulmana indonesiana

a New York

Modera

Chiara Ferrero

Presidente Accademia di Studi Interreligiosi

 

R.S.V.P.

cerimoniale.adesioni@camera.it

indicando data e orario dell’evento

L’accesso alla Sala sarà consentito

fino alle ore 10.45