Non si può “giocare” con la Shoah, nè con nessun’altra tragedia umana

Condividendo nella sostanza questa lettera, che l’amico Luciano Mazzoni ha inviato ai membri del FORUM INTERRELIGIOSO DI PARMA, del quale è coordinatore, lo portiamo alla conoscenza dei visitatori del nostro sito.

Cari amici e amiche del FORUM, dopo aver sentito ieri sera l’ultima aberrante iniziativa del signor Grillo e dopo aver letto stamane, a tal proposito, diversi quotidiani, ritengo doverosa una puntualizzazione.  Non mi muove l’intento politico né polemico, ritenendo per parte mia che da chiunque adotti in modo sistematico il virus della volgarità e dell’offesa non potrà mai venire nulla di buono. Mi spinge piuttosto la confusione di piani che ancora una volta si rischia, generando equivoci a non finire; mentre occorre distinguere e precisare. Già  in passato abbiamo stigmatizzato le azioni antisemite [sempre attuali, come insegna l’ultimo grave episodio di Kansas City, ove l’aggressore urlava ‘Heil Hitler’], chiarendo come la Shoah appartenga al patrimonio in particolare dell’Europa, ma non solo, non soltanto per il suo prezioso valore umano (ci insegnano anche i drammi e le tragedie), indiscutibile sul piano storico, ma anche per la sua valenza universale, sul piano simbolico. Ecco: il fatto accaduto ieri mi pare che vada colto precipuamente su questo piano, osservando attentamente che:

–  in primo luogo: si è utilizzato ed alterato, a fini strumentali, una immagine che è diventata il simbolo per eccellenza del “male portato a sistema nella modernità”: quei cancelli rappresentano un ammonimento ‘sacro’ anche in senso civile, vale a dire ‘intoccabile’: per tutti e non solo per gi ebrei!

–  in secondo luogo: si è analogamente utilizzato e manipolato un testo [‘Se questo è un uomo’] che costituisce un pilastro della letteratura contemporanea: quel libro va custodito e non può essere vilipeso!

– in terzo luogo: inevitabilmente si è così anche offesa la memoria dei martiri e dello stesso scrittore Primo Levi, vittima di un ulteriore male interiore ‘incurabile’.

Su quest’ultimo punto si è levata, giustamente, la reazione della Comunità Ebraica italiana; e su questo, ma generalmente solo su questo oltre che sul secondo, si sono levate anche altre voci.

Viceversa si è ben poco reagito e ragionato sul primo, in se stesso, perfino al di là e prima del suo riferimento specifico e storico. Dobbiamo, viceversa, scavare più e meglio in profondità, sulla portata della prima questione: sulla quale Vi invito a leggere con pazienza quanto segue.   Va sottolineato come ogni sistema civile si regga necessariamente su un apparto simbolico [la bandiera, la patria, ecc. – ma anche la famiglia …], considerate socialmente ‘sacre’, cioè da rispettare ed onorare; l’aggregazione umana non è possibile senza il vincolo realizzato e sancito tramite il veicolo del simbolo [l’uomo è animale simbolico, prima ancora che razionale]: ecco perché esso non può essere disponibile -mai- per operazioni di manipolazione e/o di impropria fruizione.  Ed oggi, in forza di questa globalizzazione che realizza il pianeta come ‘villaggio globale’, siamo nella difficile transizione da sistemi simbolici etnico o nazionali ad un sistema simbolico planetario, tutto da costruire: una evoluzione che è nelle nostre mani, in termini unificanti o altrimenti distruttivi … tertium non datur! Tante volte in passato la politica ha strumentalizzato o si è appropriata dei simboli, anche religiosi, a fini ideologici: si ricordi il nazismo con la croce uncinata (svastica), appartenente ad antichissime culture dell’Oriente. Oggi ci pensa spesso anche il marketing, con una disinvoltura disarmante: e la mentalità scioccamente e superficialmente ‘libertaria’ occidentale sottovaluta la portata di questa distorsione, che costituisce una aberrazione, poichè entra nel profondo delle coscienze fino ad alterare la memoria e quindi la radice e la stessa identità di un popolo, specie nelle nuove generazioni sempre più prive di riferimenti saldi. Un male inteso senso della libertà può condurre lontano, come ammoniva già Platone!   Tutto ciò dovrebbe sospingere tutti ad una maggior sensibilità verso questo piano, ignorato o sottovalutato [perfino dalla scuola!]. Ecco perché questi episodi non possono passare sotto silenzio, né vagliati col consueto ‘buonismo’ tipicamente italiano, né essere velocemente rubricati nelle stupidate o tanto meno assolti, come ‘peccati veniali’ del gergo e del teatrino politico [in questo caso del pagliaccio di turno]; si tratta di prendere una buona volta le cose sul serio e di affermare una gerarchia valoriale che sorregga una etica pubblica in grado di salvaguardare questa civiltà, presente e futura!  In tal senso faccio notare come troppe volte abbiamo sottovalutato le reazioni, indubbiamente spesso eccessive, del mondo islamico all’utilizzo delle immagini e/o parole religiose della loro tradizione, alla cui base però, soggiaceva questa ispirazione (o forse anche istinto primordiale) alla difesa di un patrimonio ritenuto intangibile. Quanto sopra, a titolo personale, non va intesa come una lezione di antropologia culturale: bensì come l’ABC che è premessa e fondamento di qualsivoglia ordine civile … scusate se è poco!

Luciano Mazzoni  e-mail: luciano.mazzoni@digilan.it

Un atto simbolico, senza precedenti, che alimenta la speranza: un importante leader religioso, l’Ayatollah Abdol-Hamid Masoumi-Tehrani, invoca la coesistenza religiosa in Iran

  NEW YORK, 7 aprile 2014, (BWNS)

Foto HAIFACon un atto simbolico che non ha precedenti, l’Ayatollah Abdol-Hamid Masoumi-Tehrani, eminente leader religioso musulmano in Iran, ha annunciato di aver donato ai baha’i del mondo una riproduzione calligrafica artisticamente decorata di un paragrafo di un’opera di Baha’u’llah, il Profeta che ha fondato la Fede baha’i.   Questo atto segue numerose recenti dichiarazioni pronunciate da eminenti esponenti religiosi del mondo musulmano che hanno offerto interpretazioni alternative degli insegnamenti dell’Islam, per cui la tolleranza di tutte le religioni sarebbe in realtà sostenuta dal santo Corano.   «Questo è uno sviluppo accolto con gioia e apportatore di speranza che ha molte implicazioni per la coesistenza dei popoli del mondo», ha detto la signora Bani Dugal, la principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite.

ImmagineL’Ayatollah Tehrani afferma sul suo sito web di aver preparato la riproduzione calligrafica del versetto come «atto simbolico che serva a ricordare l’importanza di apprezzare gli esseri umani, la coesistenza pacifica, la collaborazione e il reciproco supporto e di evitare l’odio, l’inimicizia e il cieco pregiudizio religioso».   L’Ayatollah Tehrani offre il suo squisito dono ai baha’i del mondo, in particolare a quelli dell’Iran, che egli dice «hanno sofferto in molti modi a causa di un cieco pregiudizio religioso». Afferma inoltre che il suo atto è «un’espressione di simpatia e di sollecitudine da parte mia e a nome dei miei cittadini dalla mente aperta».   La signora Dugal gli ha risposto: «La Baha’i International Community è profondamente toccata da questo nobile atto e dai sentimenti di tolleranza religiosa e di rispetto pe la dignità umana che lo hanno prodotto».   «Questo atto coraggioso da parte di un alto prelato musulmano nell’Iran contemporaneo non ha precedenti», ha detto la signora Dugal. «È un atto notevole alla luce della protratta, sistematica persecuzione della comunità baha’i nel paese da parte del governo islamico».   La complessa opera d’arte deve aver richiesto diversi mesi di scrupoloso lavoro manuale. Riproduce al centro un simbolo noto fra i baha’i come «il Più Grande Nome», che è una rappresentazione calligrafica del concetto del rapporto fra Dio, i Suoi profeti e il mondo del creato. Il dono misura circa 60cm x 70cm ed è disegnato secondo lo stile classico. Fra le opere d’arte dell’Ayatollah Tehrani vi sono miniature del Corano, della Torà, dei Salmi, del Nuovo Testamento e del libro di Ezra. La sua miniatura dei Salmi è oggi conservata nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.   La frase che l’Ayatollah Tehrani ha scelto di citare nel suo dono è tratta dal Kitab-i-Aqdas, il «Più Santo Libro di Baha’u’llah». Dice: «Associatevi con tutte le religioni con amicizia e concordia, affinché esse possano aspirare da voi la dolce fragranza di Dio. Badate che la fiamma della stolta ignoranza non vi sopraffaccia fra gli uomini. Tutte le cose procedono da Dio e a Lui ritornano. Egli è la sorgente di tutte le cose e in Lui tutte le cose si concludono».   In precedenza, l’Ayatollah Tehrani ha espresso pubblicamente con grande coraggio la sua preoccupazione per le continue, dure persecuzioni delle minoranze religiose, compresi i baha’i in Iran. Dopo la Rivoluzione islamica nel 1979, centinaia di baha’i sono stati uccisi e migliaia messi in prigione. In questo momento 115 baha’i sono trattenuti in carcere unicamente a causa delle loro convinzioni religiose. Ai baha’i in Iran sono stati negati l’accesso agli studi superiori e la possibilità di guadagnarsi da vivere, di seppellire i morti secondo i loro riti funerari, mentre i loro cimiteri sono stati demoliti, profanati ed espropriati, unicamente a causa della loro religione.   La speranza dell’Ayatollah Tehrani è che questo dono «che sarà tenuto dalla Casa Universale di Giustizia [il corpo internazionale che governa la Fede baha’i] serva a ricordare la ricca e antica tradizione iraniana di amicizia e la sua cultura di coesistenza».

RELIGIONS FOR PEACE lancia una campagna globale di solidarietà “Offer a Meal Movement”

We are pleased today to announce the launching of Religion for Peace’s (RfP) “Offer a Meal Movement” – a global campaign in solidarity with poverty-stricken people around the world.    The “Offer a Meal Movement” builds shared well-being and is based upon the gentle and mysterious power of small acts of compassion, love and prayer.  These acts can help others in great need and also help transform the person who makes them. They can be practiced by anyone. Each religion has its own way of encouraging them.   The heart of the movement is to skip a meal a couple of times a month in solidarity with – and prayer for – those suffering from hunger, extreme poverty or violent conflict.   Participants registering on RfP International’s website (http://www.rfp.org) are provided with two choices so they can join the movement to address human suffering and build peace:   * Donate the value of skipped meals to RfP International. If you donate to RfP, we will use 100 percent of your funds to reach those in need through our network of 92 national and regional Inter-Religious Councils (IRCs). Some of our IRCs are in the poorest countries in the world. The IRCs are effective because they engage volunteers in local churches, mosques, temples, gurdwaras, shrines and other religious community centers that are already assisting the needy in their communities.    * Donate the value of skipped meals to your local charity   We believe joining the Offer a Meal Movement is a modest, but genuine way of uniting prayer and action.  I hope you will join me in the Offer a Meal Movement. The good you do will be an invitation for others to do the same. Acts of kindness, thankfully, are highly contagious.To join RfP’s Offer a Meal Movement, please visit here (http://www.religionsforpeaceinternational.org)

Dr. Vendley signature 

Dr. William Vendley

Secretary General