Pandemia Covid-19 e cambiamento d’epoca

Condividiamo una riflessione di Albertina Soliani, da anni animatrice dell’Associazione per l’Amicizia Italia- Birmania “Giuseppe Malpeli” , sul passaggio drammatico che stiamo vivendo nell’affrontare l’epidemia Covid-19.

Cari Amici siamo così vicini, viviamo la stessa cosa. Con gli stessi sentimenti.

Basterebbe il silenzio.

Eppure la vita ci sostiene, si esprime, l’oggi così doloroso racchiude la speranza nel domani. Con il sacrificio di molti, nella malattia, nella cura, nell’impegno per gli altri. Vale ciò che siamo, ciò che siamo gli uni per gli altri.

Sta cambiando molto del nostro mondo, della nostra vita, di noi stessi. Non lo sapevamo, non lo abbiamo previsto, adesso lo viviamo. Consapevoli.

Usciranno, da questo travaglio, cose nuove, è il valore dell’umanità che non si arrende, della risurrezione dopo la passione. Giorni nuovi verranno, chi li vedrà li vivrà per tutti.

Resistiamo, dando il meglio di noi in ogni momento, ovunque ci troviamo.

Verrà il giorno della liberazione.

Nuove vie saranno trovate dall’umanità, dopo tanto dolore. Come nel secondo dopoguerra. Non sarà più il denaro l’arbitro della storia e della vita umana. Il pensiero, l’etica, le relazioni umane saranno il tesoro più ricercato. Spogliati di molto, ritroveremo l’essenziale. Già ora accade.

Ritroveremo una diversa Europa, ricostruiremo la democrazia. Cambierà l’economia, il sapere, la vita sociale. Un nuovo slancio italiano ed europeo possiamo prevederlo. La geopolitica disegnerà nuove mappe, forse con la Cina in testa. Avremo bisogno di unità, di solidarietà più di ogni altra cosa. Una stagione costituente, avremmo detto in altra epoca. Soprattutto con i giovani protagonisti: nuovi valori, una nuova politica. Coesione e responsabilità. Già oggi cresce la domanda di un nuovo cammino globale. Sentiamo subito chi sta stonando, a partire da alcuni capi di Stato.

L’altra sera l’on. Sandra Zampa, Sottosegretaria al Ministero della Sanità, mi ha mandato un messaggio da Roma. Ricordava Tina Anselmi, Ministra della Sanità, che nel 1978 ha creato il Servizio Sanitario Nazionale con la legge n.833.La salute come diritto universale, frutto di un patto costituzionale, non di logiche mercantili. Continueremo a lottare perché la politica sia a servizio della vita.

Gli amici della Birmania sono con noi. Ci ha scritto Aung San Suu Kyi: “Siamo preoccupati per la situazione in Italia e speriamo che la supererete presto, gli italiani sono forti e uniti nell’affrontare i cambiamenti.

Abbiamo visto le persone che cantavano dalle finestre e ci ha toccato profondamente. Preghiamo per tutti i nostri amici e le persone in Italia.

Tanti auguri a tutti voi”.

Là sembra che non vi siano casi. Forse hanno altre condizioni di vita, di sviluppo, ambientali. Si stanno comunque preparando, in accordo con la Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel suo discorso in televisione l’altro giorno lei ha detto: “Il popolo è la chiave”, le persone sono la chiave.

È così vero, per il contagio come per la democrazia.

Cari Amici,

desidero dirvi ciò che già sapete, che vi penso, che spero per voi ogni bene.

E la guarigione per chi è malato. Nel pensiero c’è la preghiera.

La comunione spirituale tra noi è così certa.

Vi lascio un pensiero di Bonhoeffer che mi è caro. Lui ha vissuto nel tempo più tragico la sfida decisiva.

“L’essenza dell’ottimismo è la forza di sperare quando gli altri si rassegnano, la forza di tenere alta la testa quando sembra che tutto fallisca, la forza di sopportare gli insuccessi, una forza che non lascia mai il futuro agli avversari ma lo rivendica per sé. 

Ci sono uomini che ritengono poco serio sperare in un futuro migliore e prepararsi ad esso. Essi credono che il senso dei presenti accadimenti sia il caos, il disordine, la catastrofe e si sottraggono nella rassegnazione o in una fuga dal mondo, alla responsabilità per la continuazione della vita, per le generazioni future.

Può darsi che domani spunti l’alba dell’ultimo giorno: allora, non prima, noi interromperemo volentieri il lavoro per un futuro migliore”.

Stamattina, 19 marzo, festa di San Giuseppe, ho seguito la Messa del Papa da Santa Marta. Un fratello, che condivide, soffre e spera con tutti gli uomini.

Con semplicità, con amore. Con grande consapevolezza. La rivoluzione che lui pensa, per il mondo e per la Chiesa, sarebbe tutta salute e vita.

State bene. Abbiamo fiducia, più grande di ogni difficoltà è la forza dello Spirito.

Sono con voi.

Albertina