Contrapporre “Antico” e “Nuovo” Testamento può alimentare ostilità drammatiche

Condividiamo la lettera inviata al Corriere della Sera da Marco Morselli e Dom Matteo Ferrari il 24 Dicembre scorso e non ancora pubblicata oggi 27 Dicembre.


Gentile Direttore,
c’è da chiedersi a cosa siano serviti decenni di dialogo ebraico-cristiano, di riflessione comune sulle Scritture, di documenti magisteriali e attività accademiche se alla Vigilia del Natale in un giornale così autorevole come il Corriere della Sera e a firma di una donna di cultura come Dacia Maraini si legge che Gesù «ha riformato la severa e vendicativa religione dei padri, introducendo per la prima volta nella cultura monoteista il concetto del perdono, del rispetto per le donne, il rifiuto della schiavitù e della guerra». E ancora: «Ma molti, proprio dentro la Chiesa, hanno rifiutato i principi del vecchio Testamento, il suo concetto di giustizia come vendetta (occhio per occhio, dente per dente), la sua profonda misoginia, l’intolleranza e la passione per la guerra».
A leggere simili cose si è colti dallo sconforto, ma speriamo che le donne e gli uomini, ebrei e cristiani, che partecipano da anni agli incontri delle Amicizie Ebraico-Cristiane, del Segretariato Attività Ecumeniche e dei Colloqui di Camaldoli sapranno, passati questi giorni di festa, trovare la forza di testimoniare quanto profondamente false e ingiuste siano affermazioni di tale tenore.
In un momento come questo, in cui segni di antigiudaismo e di antisemitismo si fanno sempre più preoccupanti, non è più tollerabile leggere banalità di tal genere, non è più possibile raffigurare in tal modo il rapporto tra Antico e Nuovo Testamento. Da oltre cinquant’anni la Chiesa cattolica ha affermato l’unità dei due Testamenti e l’irrinunciab
ile rapporto con il popolo d’Israele. E devono essere ora proprio i laici a diffondere insegnamenti ormai superati, che tanto danno hanno fatto nei secoli a ebrei e cristiani?


Marco Cassuto Morselli
Presidente della Federazione delle AEC in Italia

Dom Matteo Ferrari
Direttore dei Colloqui Ebraico-Cristiani di Camaldoli