Si avvicina la 21^ Edizione di Religion Today Filmfestival

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Al 21parteciperanno 62 film da 28 paesi del mondo, selezionati tra 450 iscrizioni. Esplorano credenze, attese e valori delle giovani generazioni, storie di migrazione e di dialogo interreligioso e lo sguardo “religioni con occhi di donna”.

Giovani e fede, volti di donne nelle religioni, esperienze di dialogo interreligioso, pace e diritti, storie di migrazioni tra identità,  dialogo e conflitto nelle società plurali.  Sono solo alcune delle profonde e complesse riflessioni al centro delle 62 opere – tra film a soggetto, documentari e cortometraggi – ammesse al concorso per la XXI  edizione del Religion Today Film Festival, in programma dal 4 all’11 ottobre 2018 a Trento, Bolzano, Rovereto, Merano, Arco, Pergine e Borgo. Dopo le tappe in Trentino Alto Adige – Südtirol, il viaggio di Religion Today proseguirà in Italia e nel mondo: Roma, Nomadelfia, Gerusalemme, Bangladesh, Nepal solo per citarne alcune. 

I tre Comitati di Selezione, riuniti in una tre giorni di lavoro non stop a Villa Sant’Ignazio, hanno esaminato le pellicole preselezionate tra le 450 giunte in questi mesi presso la sede dell’associazione di BiancoNero organizzatrice del festival cinematografico internazionale. I film provenienti da 28 Paesi di tutti i continenti sono rappresentativi di un vasto panorama di diverse fedi religiose. 

E’ stata premiata, in particolare, la coerenza con il tema dell’edizione 2018 dedicata alle “Nuove generazioni”, che in un confronto reciproco intende indagare e mettersi in ascolto delle esperienze concrete dei giovani, tra sogni, attese, disillusioni, creatività, dubbi e  risposte. “I giovani saranno protagonisti attivi del Festival, non solo coinvolti nelle iniziative di formazione ma anche come “addetti ai lavori”, a cominciare dalla loro presenza in questa fase di selezione dei film,  che li ha visti al lavoro al fianco di esperti cinematografici di spessore, persone di età, nazionalità e religioni diverse”, commenta il direttore artistico, Andrea Morghen. 

I criteri di valutazione delle pellicole hanno preso in considerazione la qualità tecnico-artistica, la ricerca e l’innovazione dei contenuti, il giusto equilibrio tra i registi esordienti, le religioni e i Paesi di provenienza.  

“Puntare i riflettori sui giovani diventa una sfida importante per cogliere i rapidi mutamenti indotti dalle nuove tecnologie in generale, che richiedono uno sforzo maggiore di apertura a nuove frontiere narrative e audiovisive – sottolinea Gilli Mendel, già direttrice per gli eventi speciali della Cineteca di Gerusalemme – i film ora viaggiano non solo sul grande e piccolo schermo, ma anche su più piattaforme, il web, gli smartphone,  pensiamo allo sviluppo del visual storytelling, web-doc… nuove modalità espressive dove condividere contenuti, percorsi di partecipazione e confronto”. Nel cuore di questo processo evolutivo si collocano i giovani interpreti del cambiamento sociale.  “Il cinema che abbraccia la dimensione esistenzialista della religione, la ricerca del sé profondo e del vero senso della vita – aggiunge Gilli Mendel – permette di compiere un viaggio spirituale nella comprensione di noi stessi e delle diverse culture”.  

Perché come  pensava Ingmar Bergman “non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza”. 

“A cent’anni dalla sua nascita i capolavori del grande cineasta svedese colpiscono ancora per la profondità di analisi con la quale ha indagato l’animo e sondato alcune domande fondamentali dell’uomo – osserva il critico cinematografico Armando Lostaglio – rispecchiano l’attuale forte domanda di fede e spiritualità, la necessità di trovare la barra dritta in questo tempo di assenza di ideali, di incertezza, di smarrimento.  In questa direzione Religion Today offre l’opportunità di scavare dentro noi stessi, nella visione di un buon film si può recuperare il tempo perso, il cinema è conoscenza didattica e approfondimento, uno strumento via di mezzo tra svago e acquisizione di nuovi elementi attraverso l’estetica cinematografica, che altri mezzi di comunicazione non possono pretendere di trasmettere”. 

“I film selezionati incrociano mondi che lo spettatore ha solo sfiorato – interviene Davide Torri, responsabile dell’associazione “Gente di montagna” e direttore artistico della rassegna Brescia Winter Film Festival – raccontano con garbo e leggerezza storie e tematiche  legate  a  condizioni di degrado, di sofferenza, di ingiustizia, ma  accomunate tra loro dalla volontà di cambiamento e di speranza,  con uno sguardo aperto non solo al dialogo interreligioso, ma anche all’afflato religioso che abita in ciascuno di noi”. 

Fra gli Stati di provenienza dei film ammessi figurano Algeria, Armenia, Australia, Bangladesh, Belgio, Bosnia, Canada, Croazia, Germania, Ungheria, India, Indonesia, Iran, Iraq, Israele, Italia, Messico, Palestina, Polonia, Corea, Russia, Spagna, Svizzera, Olanda, Turchia, Gran Bretagna, USA, Ucraina.