L’uccisione di Mireille Knoll a Parigi e l’odio antiebraico: occorre un’assunzione di responsabilità radicale

L’uccisione di un’anziana donna ebrea, Mireille Knoll, già scampata alla Shoah, nel modo spaventoso che sappiamo ( accoltellata ripetutamente e bruciata ) è sconvolgente in sé, ma ancora più grave se la collochiamo nel contesto di violenze antiebraiche che si sono andate succedendo a Parigi, ma anche altrove in Francia ed in altre parti d’Europa.

Nello stesso quartiere dove viveva la signora Knoll, esattamente un anno fa, un’altra donna ebrea, la sessantacinquenne Sarah Halimi, era stata picchiata e gettata dalla finestra da un uomo che aveva recitato versetti coranici e urlato “Allah Akbar”.

È senz’altro molto apprezzabile la risposta immediata del presidente Macron, che ha dichiarato l’impegno a combattere con fermezza l’antisemitismo crescente.

Ma tutti gli sforzi pur importanti delle istituzioni francesi ed europee potrebbero non essere sufficienti per un fenomeno che viene da molto lontano.

È piuttosto molto importante, e forse più importante, che i leaders ed i seguaci di quelle tradizioni religiose che più hanno conosciuto tensioni antagoniste nei confronti del popolo ebraico si assumano il compito di un ripensamento e di un cambiamento profondo, in parte già avviato nella seconda metà del secolo scorso, superando la predicazione del disprezzo e della maledizione del popolo ebraico, in contrasto drammatico con l’obiettivo fondamentale della pace che pure queste tradizioni proclamano.

L’esperienza della possibilità di rapporti non conflittuali tra le religioni, che è andata crescendo in queste ultime decadi, inclusa, nel nostro piccolo, quella di Religions for Peace, ha mostrato che non è fatale per i seguaci delle religioni restare intrappolati nel sospetto , nel disprezzo, nella diffamazione reciproca, che possono avvelenare le esperienze religiose stesse, diventando generatori e moltiplicatori di odio e di violenze inaudite come questa più recente ed emblematica della crudele uccisione della signora Mireille Knoll.

Facciamo un appello accorato affinché ciascuno, secondo le proprie possibilità, contribuisca ad un cambio di mentalità e di sentimenti, condizione indispensabile per ridurre il rischio di continuare a creare “capri espiatori” e “mostri giustizieri”.