GERUSALEMME : QUANDO UN COMPROMESSO ACCETTABILE ?

Le violente proteste dei palestinesi, e non solo, alla dichiarazione del Presidente Trump di voler dare seguito alla decisione di trasferimento dell’ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme ( scelta del Congresso USA “congelata” da anni ) ha confermato le perplessità di molti circa l’opportunità di questa scelta.

Il carattere ebraico fondativo di Gerusalemme dovrebbe essere considerato storicamente scontato, ma non è così, se non per i cristiani che dalle loro scritture conoscono tutto questo, a partire dall’ebraicità di Gesù.

Ma è anche vero che Gerusalemme ha vissuto nella storia sovrapposizioni di altre culture, religioni e domini politici che non possono essere ignorati, così come non può essere ignorato il quadro che si è venuto a creare inaspettatamente dopo la cosiddetta “guerra dei 6 giorni” del 1967.

Non può essere elusa, pertanto, da parte dei vari attori in causa la responsabilità di percorrere vie di pazienza , di onestà e di ricerca di compromessi, necessari per rendere vivibile questa area tanto delicata e tanto cara a molti per diverse ragioni, anche se finora i tentativi di pacificazione sono parzialmente falliti.

Una premessa necessaria per dare un esito positivo a questo che sembra un interminabile conflitto è il riconoscimento dello Stato Palestinese come Stato Sovrano, accanto allo Stato di Israele, la cui legittimità, sancita dall’ONU nel 1948, sia però riconosciuta da quanti, Stati e Movimenti, non lo hanno fatto finora.

Dedicheremo la nostra preghiera e meditazione interreligiosa per la Pace del prossimo 27 Dicembre all’invocazione che si facciano passi avanti in questa direzione.