Incontro interreligioso fra donne tunisine ed italiane a Roma

Tredici donne provenienti dalla città tunisina del Kef, capoluogo dell’omonima regione a nord-est del paese, hanno incontrato nel pomeriggio di martedì 12 settembre, la responsabile del gruppo donne di Religions for Peace Italia Franca Coen e la responsabile dei giovani di Religions for Peace Italia Francesca Baldini.

L’incontro si è svolto nei locali della Fraterna Domus a pochi passi da piazza Navona, dove alloggiava il gruppo accompagnate da don Francesco Fiorino, sacerdote della Diocesi di Mazzara del Vallo. Presente anche il direttore del Centro Missionario della Diocesi di Treviso don Silvano Perissinotto.
Un meeting nato dal desiderio di conoscenza e confronto tra gruppi che promuovono il dialogo tra le religioni al femminile. Una opportunità che è risultata preziosa, considerando la presenza delle donne tunisine, in visita nella capitale.

LA STORIA
Il “Club di lettura e amicizia interreligiosa del Kef”, così viene ufficialmente chiamato, è attivo dall’ottobre del 2001, ovvero poche settimane dopo l’attentato dell’11 settembre alle Torri Gemelle di NY.
Fondato da due suore della congregazione delle “Suore Missionarie di Nostra Signora d’Africa”, opera nella regione tunisina ai confini con l’Algeria ed ha come scopo quello di parlare di attualità attraverso la condivisione partendo dalla lettura di un libro. Dal dialogo interreligioso ai diritti umani, fino alla democrazia partecipata, i temi affrontati sono tanti con un taglio tutto al femminile.
Il libro viene scelto in anticipo ed ognuna ha così tempo di leggerlo singolarmente, per poi confrontarsi con le altre, durante l’incontro mensile.
Un gruppo molto unito, formato da donne sia musulmane sia cristiane, di diverse età, estrazione sociale e professionale e dove la diversità di religione non viene vissuta come un limite, piuttosto come una opportunità di confronto, crescita ed amicizia.
Per loro questo è il terzo viaggio nel nostro paese, che hanno potuto visitare grazie al supporto di don Francesco Fiorino, sacerdote siciliano che ha promosso un gemellaggio tra la regione tunisina e la diocesi di Mazzara del Vallo di cui fa parte.
Un ponte virtuale tra il nord Africa e l’Italia, che ha stimolato la crescita del gruppo, creato legami con il nostro paese e spronato altre attività anche in terra siciliana.
LA SITUAZIONE TUNISINA
«Nella Tunisia di oggi la religione non è un fattore di differenza -, ci raccontano – per noi è essenziale vivere in pace e promuovere una coabitazione tra diverse religioni».
Durante l’incontro si respira fermento, lo stesso che ancora anima la Tunisia, il più piccolo tra gli stati del nord Africa, dove ricordiamo partì il vento rivoluzionario delle Primavere Arabe.
Vento che continua a soffiare anche grazie alle donne, dove il loro ruolo è decisivo e dove ci raccontano «non aver dato peso ad alcuni settore della società ed averli lasciati in mano alle donne, ha fatto sì che il loro ruolo all’interno di questi settori si sia rafforzato sempre di più, ed oggi sono leader indiscusse».
Donne dunque protagoniste non solo per i diritti acquisiti, come la parità di salario tra uomo e donna, o l’uguaglianza nell’eredità, ma anche per il clima di risveglio culturale, proteso ad una maggiore apertura ed emancipazione femminile.
«Il nostro ruolo anche durante la rivoluzione è stato fondamentale -, ci raccontano – e quello che vogliamo ora è non perdere i diritti acquisiti, continuare a difenderli e rivedere il ruolo al femminile del Corano». Conquiste all’altezza di un paese libero come la legge contro la violenza sulle donne, approvata lo scorso luglio, e la proposta di legge sui matrimoni misti, ora al vaglio del parlamento.

IL CONFRONTO SU TEMI RELIGIOSI
L’incontro è stato occasione non solo di conoscenza reciproca delle attività che si svolgono, ma anche di confrontarsi su tematiche comuni. Grazie allo stimolo reciproco di domande, e al supporto linguistico della traduzione di don Silvano, si è spaziato toccando diversi temi, dal ministero delle donne, alla questione dell’impurità nelle religioni, fino al problema di terrorismo, immigrazione ed integrazione. Alla fine abbiamo concluso convenendo tutte che nel dialogo tra religioni è importante sì ricercare i punti in comune, ma anche riconoscere quelli che ci differenziano, riconoscerli e lavorare su noi stesse!

Articolo di Francesca Baldini