“Madri della Terra”, un tavolo interreligioso femminile sui temi dell’ambiente

 


Gli interventi di donne di sette fedi, intervallati da danze dervisce e induiste e canti di diverse tradizioni religiose, chiudono l’evento di Roma organizzato da Earth Day Italia e Focolari. 

Quando gli angeli, in un passaggio del Corano, chiedono a Dio in forma polemica: “Perché hai fatto gli esseri umani?”, Dio risponde “perché fossero i miei califfi, i custodi della terra e avessero a cuore l’altro e il suo benessere”. Con questa suggestiva definizione di “Califfo”, proposta da Shahrazad Houshmand teologa iraniana, docente di Studi Islamici alla Sapienza e la Gregoriana, si è aperta la sequenza di interventi di “Madri della Terra”, il primo tavolo di dialogo interreligioso tutto al femminile sui temi dell’ambiente con cui Earth Day Italia e Movimento dei Focolari, in collaborazione con Religions for Peace, hanno inteso concludere una intensissima cinque-giorni organizzata per celebrare la Giornata Mondiale della Terra a Villa Borghese, Roma, tra il 21 e il 25 aprile.

L’originale iniziativa, che vede per la prima volta attorno a un tavolo, donne delle principali fedi mondiali per parlare di ambiente, poggiava su due elementi innovativi e propulsivi. Da un lato indicava una pista di dialogo interreligioso – quella sulla conservazione del creato – capace di offrire tanti punti in comune e altrettante possibili azioni condivise, dall’altra, la affidava alla capacità mediativa, protettiva e operativa delle donne.

«Le donne – ha dichiarato Franca Coen, presidente della comunità ebraica progressista Beth Hillel che ha accolto le centinaia di persone giunte per assistere all’evento – per loro natura sanno cosa significa curare e proteggere un seme perché possa svilupparsi in un essere sano ed armonioso. Attraverso il dialogo tra varie culture e credi religiosi possono superare il timore del diverso e operare in sinergia onorando l’opera dell’unico creatore». «Secondo la nostra tradizione – ha aggiunto Lilamaya Devi, membro dell’Unione Induista Italiana – Dio riposa sulle pietre, respira con gli alberi, dorme con gli animali e si risveglia nell’uomo. Le religioni hanno una funzione molto importante come ci insegna Papa Francesco, quella di ricordare a tutti l’unione profonda con la Terra».

La distruzione dell’ambiente rappresenta una minaccia terribile quanto reale alla convivenza umana e, in ultima analisi, la più alta forma di negazione di Dio. Tra le religioni si sta facendo sempre più spazio la coscienza dei grossi rischi che l’umanità sta correndo ma al tempo stesso cresce la consapevolezza del grande contributo che possono offrire in termini di riflessione e azione. «Partiamo da tradizioni diverse – ha detto Tiziana Longhitano, religiosa francescana dei poveri, membro del gruppo “Custodia del Creato” della Cei – ma diciamo la stessa realtà. Abbiamo una grande responsabilità come donne e uomini di fede. Credo, però, che il carisma della cura della donna, può offrire una marcia in più».

«Ci sono principi basilari per la nostra cultura – le ha fatto eco Anna Di Segni Coen, della comunità ebraica di Roma – ma condivisibili per tutti. Uno tra i più significativi è il concetto di riposo sabbatico che il Signore ha imposto perché la Terra potesse respirare senza sfruttamento e violazione». «Facciamo come le api – ha chiesto Mariangela Falà, presidente della Fondazione Maitreya, Istituto di Cultura Buddhista – volano e godono dei fiori, succhiano il nettare, ma non distruggono. Come donna, madre e nonna, sono sempre attenta a come mi pongo in relazione con gli altri esseri».

A creare un’atmosfera di grande unità e spiritualità hanno contribuito le danze della tradizione induista realizzate da due giovanissime ragazze, Barsha e Astha Debi, allieve della scuola indiana Kaustubha e le ballate di Jenn Lindsay, cantautrice americana, membro della comunità ebraica progressista Beth Hillel, eseguite alla chitarra. All’incontro hanno preso parte anche i partecipanti al Trekking Interreligioso organizzato da Pontieri del Dialogo ed EtnoTrek, arrivati alla spicciolata al termine della maratona interculturale che li ha visti toccare i luoghi più simbolici di Roma.

«La Madre Terra è generatrice di vita e la conservazione avviene principalmente attraverso la donna», ha dichiarato Zubeyde Bolat, dell’Istituto Tevere Pro Dialogo – prima che la conduttrice dell’incontro, Lorena Bianchetti, autrice televisiva, desse la parola all’ultima delle relatrici, una donna siriana, della confessione siro-ortodossa. «La natura – ha detto Mervat Kelli – è un santuario che ci insegna come avere rapporto reciproco e vivere in profonda sintonia».

Al termine, una suggestiva cerimonia sullo sfondo mozzafiato offerto dalla Terrazza del Pincio. Quattro lettrici hanno recitato brani di otto religioni diverse sul tema della cura della Terra accompagnate da un gruppo di bambini che hanno offerto fiori alle donne relatrici del panel. Le esponenti delle varie fedi, li hanno inseriti in una istallazione simboleggiante l’universo per poi assistere al meravigliosa danza derviscia offerta dal Corpo di Ballo Femminile Sufi, composto dalle danzatrici Zaira Giannotti e Layla Silvia Giovinazzi. «È il modo più bello, per concludere questi giorni di amore per la Terra», ha dichiarato Pierlugi Sassi presidente di Earth Day Italia. «Crediamo che il panel e la cerimonia che ne è seguita riassumano profondamente il senso di tutto il nostro incontro», ha concluso Antonia Testa, co-responsabile del Movimento dei Focolari di Roma.

Articolo di Luca Attanasio su Vatican Insider