Strage di persone che pregano in moschea a Quebec City

 

Sei persone sono state uccise e altre otto sono rimaste ferite in una moschea di Quebec City, investite da colpi d’arma da fuoco mentre erano riunite per la preghiera della sera.

Il premier canadese Justin Trudeau ha rivolto un sentito messaggio alla comunità musulmana del Quebec. “Il crimine orribile della scorsa notte è stato un atto di terrorismo commesso contro il Canada e tutti i canadesi: 36 milioni di cuori battono con i vostri. Piangeremo con voi, vi difenderemo, vi ameremo, e resteremo al vostro fianco”.

Anche il presidente dello Stato canadese, Philippe Couillard, ci ha tenuto a ribadire ai musulmani “Siete i benvenuti”.

Mentre esprimiamo la nostra profonda vicinanza alle persone che hanno perso i loro cari in questo attentato ed a tutto il popolo canadese, eleviamo la nostra preghiera per le vittime innocenti e per quanti sono rimasti feriti nell’attacco.

Esortiamo i grandi leaders mondiali, i responsabili delle istituzioni, delle comunità religiose, delle associazioni civili, dei media, nonché i comuni cittadini, in particolare gli utilizzatori dei “social”, a riflettere adeguatamente sulle gravi conseguenze dell’uso di parole segnate da disprezzo, intolleranza ed odio: possono arrivare a trasformarsi, indipendentemente dalle intenzioni, in incitazioni ad uccidere, soprattutto quando sono recepite da soggetti fragili e spaventati, fino all’ossessione, dai cambiamenti e dalle situazioni sfavorevoli.