Le religioni firmeranno insieme la Carta di Milano

Data e modalità sono ancora da stabilire. Anche se l’ipotesi di partenza è che il tutto possa avvenire nei primi giorni di settembre. Quel che è certo, è che le principali confessioni religiose sono state invitate a firmare la Carta di Milano – l’eredità culturale dell’Expo 2015 – in occasione di un grande incontro comune. E che la «preghiera di benedizione» sarà al cuore dell’evento che si terrà nella sede dell’esposizione universale.

L’invito, tutto lo fa pensare, verrà accolto. E verrà allargato. E sarà un giorno da segnare in agenda per quanti hanno davvero a cuore il tema, affascinante e decisivo, dell’Expo, «Nutrire il pianeta, energia per la vita». Condivisione e benedizione.

A lanciare la proposta è stato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, intervenendo al convegno Il cibo dello spirito nella Carta di Milano, svoltosi al Teatro della Terra di Expo su iniziativa di ExpoNet, il magazine ufficiale dell’esposizione.

Un convegno concluso da un gesto di grande intensità e bellezza: i sette esponenti religiosi invitati a parlare hanno benedetto – ciascuno secondo le forme proprie della tradizione di appartenenza – il cibo che poi è stato consumato insieme. Riso, legumi, verdure cotte al vapore. Un pasto semplice. E fraterno. Condiviso dopo un dialogo fra le diverse esperienze religiose sui temi del produrre e del consumare il cibo, che «ha rappresentato – parola di Martina, delegato del governo a Expo – uno dei momenti più belli tra quelli organizzati all’esposizione».

Il dialogo delle religioni era già nell’agenda dell’Expo grazie ad un’iniziativa promossa per il 27 ottobre dalla Santa Sede e dalla diocesi di Milano, quale occasione per rinnovare la memoria dell’incontro e dello «spirito» di Assisi. Ora, ecco l’idea di un incontro comune per firmare la Carta di Milano. Che, ha sottolineato Martina, è solo lo strumento – parziale e perfettibile – per sviluppare un percorso condiviso di fronte a sfide epocali come quelle della fame. «Lo dico da non credente: abbiamo bisogno che i credenti raccolgano la sfida lanciata da Expo, aiutandoci ad ampliare gli orizzonti», ha chiesto il ministro.

Ad ampliare gli orizzonti ci hanno pensato – introdotti da Simone Molteni, direttore di ExpoNet – monsignor Luca Bressan, vicario episcopale per la Cultura della diocesi di Milano, la cappellana della Chiesa anglicana Vickie Sims, l’imam Hamid Abd al-Qadir Distefano (della Comunità religiosa islamica italiana, Coreis, di Milano), Swamini Hamsananda Ghiri, vicepresidente dell’Unione induista, il rabbino Elia Richetti, il pastore valdese Giuseppe Platone e Tenzin Khenze, monaco del buddhismo tibetano.

Si è parlato di responsabilità verso il creato e le creature, verso l’umanità di oggi e di domani; di condivisione, giustizia, lotta alla fame e allo spreco, nuovi stili di vita per cambiare – da credenti, da cittadini, da consumatori – le logiche dello sfruttamento del pianeta e di quanti lo abitano. Il tutto a partire dalla consapevolezza che non siamo padroni ma custodi del creato, affidatoci da Dio.

( Articolo di Lorenzo Rosoli )