Sosteniamo RELIGIONS FOR PEACE ITALIA per favorire dialogo e coesistenza pacifica

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Accanto alle organizzazioni internazionali ed insieme a molti altri movimenti, Religions for Peace vuole operare per promuovere , all’interno della nostra umanità , una convivenza pacifica e giusta fondata sul rispetto reciproco e su una migliore ripartizione delle risorse della terra, mediante un impegno di educazione alla pace e al dialogo, la diffusione di ideali di fraternità e di riconciliazione, la promozione del disarmo nucleare e della collaborazione fra i popoli. La sua specificità è quella di perseguire tali fini utilizzando i mezzi spirituali propri delle religioni.

E’ un movimento multireligioso in quanto ad esso partecipano in piena uguaglianza persone che provengono dalle grandi tradizioni religiose del mondo (Baha’i, Buddismo, Cristianesimo, Ebraismo, Giainismo, Induismo, Islam, Sikh, Zoroastrismo, Taoismo, Shintoismo ed altre tradizioni locali), nel rispetto delle convinzioni di ognuna, per mettere a frutto la saggezza spirituale delle diverse fedi religiose e far crescere la fiducia reciproca fra gli uomini nella ricerca della pace e della giustizia.

La convinzione di partenza è che laddove si realizza un’autentica apertura alla dimensione spirituale nasce anche una sincera condivisione fra gli uomini, riconoscendo che in tutte le tradizioni religiose esistono insegnamenti di rispetto per la vita e di benevolenza che spingono alla fraternità e alla solidarietà.
Tra le numerose attività svolte in vari settori da Religions for Peace in Italia vi è la pubblicazione dei CALENDARI, ovvero un calendario al plurale con le festività di tutte le tradizioni e citazioni provenienti dalle varie scritture e da autori che vi fanno riferimento.

Anche quest’anno “oseremo” per l’ottavo anno consecutivo elaborare e pubblicare questo tipo originale di calendario, nonostante la scarsezza dei nostri mezzi materiali. Pertanto conteremo sulla generosità dei simpatizzanti e sulle quote di tesseramento degli iscritti, che sollecitiamo a rinnovare l’iscrizione ora che siamo configurati come ONLUS.

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IBAN : IT47V0311103226000000000062
intestato a RELIGIONS FOR PEACE ITALIA ONLUS

 

 

INIZIATIVA INTERRELIGIOSA PER LA PROTEZIONE DELLE FORESTE FLUVIALI

_L-R__ Abbot Phra Faisal Vongvoravisit_ Co-Founder_ Sekiya Dharma_ Rabbi Sir David Rosen_ International Director of Interreligious Affairs_ AJC_ Dr. Din Syamsuddin_ Centre for Religious and Cross-Cultural Studies_ University of Gajah Mada_ S.E. Marcelo Sanchez Coronado_ Cancellor_ Pontifical Academy of Sciences_ Bishop Gunnar Stalsett_ Bishop Emeritus of Oslo_ Church of Norway_ and H.E. Metropolitan Emmanuel_ Director_ The Liaison Office of the Orthodox Church to the European Union. 19 June 2017 _Courtesy of Reuters_Alister Doyle_
(L-R): Abbot Phra Paisal Vongvoravisit, Co-Founder, Sekiya Dharma; Rabbi Sir David Rosen; International Director of Interreligious Affairs, AJC; Dr. Din Syamsuddin; Centre for Religious and Cross-Cultural Studies at the University of Gadjah Mada; S.E. Monsignor Marcelo Sanchez Sorondo; Chancellor, Pontifical Academy of Sciences; Bishop Gunnar Stålsett; Bishop Emeritus of Oslo, Church of Norway; and H.E. Metropolitan Emmanuel, Director, The Liaison Office of the Orthodox Church to the European Union. 19 June 2017 (Courtesy of Reuters/Alister Doyle)
Today, there is an urgent need for religious communities to work together to protect the world’s rainforests and the indigenous peoples who take care of them.

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Leaders religiosi affrontano migrazioni e sviluppo sostenibile attraverso i valori religiosi e l’etica

     Religious Leaders Address Migration and Sustainable Development Through Religious Values and Ethics
Third Meeting of Ethics in Action at the Vatican and Policy Recommendations to G20/T20 in Berlin

 

(Ethics in Action participants; Center: Rabbi Rick Jacobs)
In response to the largest humanitarian crisis since the Second World War and one of the great ethical challenges of the 21st century, the third meeting of Ethics in Action addressed mass migration, emphasizing the underlying ethical principles that all communities affected by the refugee crisis share.

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