LUNEDI’ 1 SETTEMBRE 2014 PARTITA INTERRELIGIOSA PER LA PACE ALL’OLIMPICO DI ROMA : UN MESSAGGIO IMPORTANTE PER GIOVANI ED ADULTI

Lunedì all’Olimpico «un goal per la Pace» 

Il 1 settembre dalle ore 20.45, lo Stadio Olimpico ospiterà calciatori da diverse parti del mondo: Baggio, Buffon, Messi, Guarìn, Trezeguet sono solo alcuni dei nomi dei partecipanti che con tanto entusiasmo hanno deciso di prendere parte a questa iniziativa benefica, la prima speriamo di una lunga serie.

L’iniziativa internazionale viene organizzata e gestita da Scholas Occurrentes e dalla Fondazione PUPI, grazie all’aiuto di diversi sponsor.

Lo scopo di questa particolare partita è quello di raccogliere fondi per finanziare il progetto “Un’Alternativa di Vita”, per dare la possibilità a tanti bambini di Buenos Aires di avere un futuro migliore iniziando dall’educazione scolastica.

I partecipanti si divideranno in due squadre che prenderanno proprio i nomi delle due entità organizzatrici.

Per non lasciare nulla al caso, anche l’intervallo sarà un momento musicale importante: la protagonista e cantante della serie televisiva argentina “Violetta” e il cantautore Filippo Neviani, conosciuto anche come Nek, ai quali seguiranno altre performances a tema.  Una sera davvero unica nel suo genere che unirà il dialogo interreligioso alla beneficenza, in un clima di   divertimento e di amicizia.

Il Papa, sebbene abbia avuto l’idea di questa iniziativa, non sarà presente fisicamente allo Stadio, ma incontrerà i calciatori prima della partita.

I biglietti sono disponibili al costo di 8 euro a persona che verranno devoluti in beneficenza.  Per chi non potesse recarsi di persona, la serata verrà trasmessa in diretta televisiva da Rai 1 e in radiofonica su RAI Radio Uno.

Grazie a questa iniziativa, calciatori di varie religioni si ritroveranno insieme per condividere solidarietà e dare un segnale di una Pace possibile, in un momento in cui tutto sembra possibile ma non la Pace.

Da un articolo di Katiuscia Carnà su PAESEROMA.It

ECRL ( European Council of Religious Leaders) condemns the heinous acts of IS

  ECRL condemns the heinous acts of IS 

ECRL supports initiatives taken by Muslim and non-Muslim organisations and individuals to promote human dignity and condemn the cruel acts of the so-called Islamic State.

ECRL observes with pleasure different public action, including demonstrations and statements like the one below from RfP UK.

ECRL was particularly pleased with the demonstration initiated by young Muslim women, gathering thousands of people in Oslo this week.  All leaders of political parties participated, and appeals were made among others by the Prime Minister, one of the female Muslim initiators, bishop of Oslo and other representatives of political parties and Muslim communities.  ECRL adviser Imam Senaid Kobilica was among them.  The demonstration has brought about a major public debate about how to counter terrorism – from wherever it originates.

RfP UK Chapter has on the other hand issued a statement, which ECRL fully supports: 

We, the UK Chapter of Religions for Peace, a multi-religious platform, support the various declarations from Muslim Organizations in UK, in condemning the heinous acts of a deluded group, calling itself the Islamic State.  We deplore their actions against individuals and groups, their cowardly murders of unarmed men, women and children.   We denounce their concept of no freedom, no liberty no justice for anyone other than themselves.  Their actions against humanity cannot be justified by any scripture or have the blessing of the One who has many names.   We remind ourselves of the Vienna Declaration May 2013 of our sister organization the European Council of Religious Leaders: “Freedom of Religion – rights and commitments” in which the Council members pledged:  “We will stand together against threats to the full enjoyment of religious freedom. As religious leaders we recognise a particular obligation to speak out against threats to the religious freedom of others when they come from within our own communities.”   During this difficult period in our world history we need to stand together and show ISIS and their ilk our unity, our humanity. It is time to look beyond our religious and national interests, and confront together this threat to all civilised societies.

Contro ogni schiavitu’. Papa Francesco lancia il tema della 48.ma Giornata Mondiale della Pace

Non più schiavi, ma fratelli”: è questo il tema scelto da Papa Francesco per la 48.ma Giornata Mondiale della Pace, che sarà celebrata il primo gennaio 2015. Il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace illustra il tema con il seguente comunicato: “Spesso si crede che la schiavitù sia un fatto del passato. Invece, questa piaga sociale è fortemente presente anche nel mondo attuale. Il Messaggio per il 1° gennaio 2014 era dedicato alla fraternità: ‘Fraternità, fondamento e via per la pace’. L’essere tutti figli di Dio rende, infatti, gli esseri umani fratelli e sorelle con eguale dignità. La schiavitù colpisce a morte tale fraternità universale e, quindi, la pace. La pace, infatti, c’è quando l’essere umano riconosce nell’altro un fratello che ha pari dignità. Nel mondo, molteplici sono gli abominevoli volti della schiavitù: il traffico di esseri umani, la tratta dei migranti e della prostituzione, il lavoro-schiavo, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la mentalità schiavista nei confronti delle donne e dei bambini. E su questa schiavitù speculano vergognosamente individui e gruppi, approfittando dei tanti conflitti in atto nel mondo, del contesto di crisi economica e della corruzione. La schiavitù è una terribile ferita aperta nel corpo della società contemporanea, è una piaga gravissima nella carne di Cristo! Per contrastarla efficacemente occorre innanzitutto riconoscere l’inviolabile dignità di ogni persona umana, e inoltre tenere fermo il riferimento alla fraternità, che richiede il superamento della diseguaglianza, in base alla quale un uomo può rendere schiavo un altro uomo, e il conseguente impegno di prossimità e gratuità per un cammino di liberazione e inclusione per tutti. L’obiettivo è la costruzione di una civiltà fondata sulla pari dignità di tutti gli esseri umani, senza discriminazione alcuna. Per questo, occorre anche l’impegno dell’informazione, dell’educazione, della cultura per una società rinnovata e improntata alla libertà, alla giustizia e, quindi, alla pace. La Giornata Mondiale della Pace è stata voluta da Paolo VI e viene celebrata ogni anno il primo di gennaio. Il Messaggio del Papa viene inviato alle cancellerie di tutto il mondo e segna anche la linea diplomatica della Santa Sede per l’anno che si apre”.

Fonte: Agensir.it 

DICHIARAZIONE DEL MOVIMENTO DEI FOCOLARI IN GIORDANIA

 

Noi, Cristiani e Musulmani del Movimento dei Focolari in Giordania, vogliamo esprimere il nostro grande sgomento per quello che sta accadendo in questi giorni e in queste ore in Medio Oriente. In Siria una guerra che dura ormai da più di tre anni sta distruggendo una nazione costringendo milioni di persone a sfollare per sopravvivere.

Il conflitto a Gaza che non risparmia civili e bambini innocenti, mette in rilievo una situazione non risolta tra due popoli e la mancanza di un serio e articolato impegno della comunità internazionale per contribuire a risolverlo. Ultimamente l’avanzata di una milizia di estremisti nel nord Iraq sta seminando il terrore fra appartenenti a religioni diverse, costringendoli a vivere da sfollati nel proprio Paese. Tra questi più di centomila cristiani, da quasi 2000 anni radicati in questa terra, sono stati obbligati a lasciare le proprie case, in mezzo alla notte. Una vera catastrofe! Si aggiunge poi la distruzione deliberata del loro patrimonio religioso e culturale, che è anche patrimonio dell’intera umanità.

Noi siamo impegnati a fare il possibile per alleviare la sofferenza di quelle persone (tante le conosciamo personalmente) anzitutto pregando per loro ma anche raccogliendo fondi per sopperire alle loro necessità più urgenti e aprendo le nostre case per accoglierli se fosse necessario. Allo stesso tempo esortiamo la comunità internazionale ad adoperarsi immediatamente per far sì che queste comunità prese di mira in Iraq possano tornare alle proprie case al più presto!

Condanniamo ogni atto di violenza contro la persona umana! Condanniamo la produzione e la vendita smisurata di armi da guerra, qualsiasi sia l’istituzione che le finanzia, così come tutti coloro che le mettono in mano a gruppi terroristici e sovversivi!

Vogliamo sottolineare, soprattutto per gli avvenimenti in Iraq, che chi compie questi atti abominevoli non ha religione e, se dichiara di averla, non fa altro che sovvertirla. Infatti l’essenza della religione è proprio l’incontro tra Dio, l’uomo e l’intero creato.

Siamo stanchi che la religione venga strumentalizzata allo scopo di dividere l’umanità e per fomentare lo scontro. Siamo indignati con chi – gruppi, persone o Stati – abbiano piani e strategie per dividerci e creare dei ghetti separati in luoghi dove da centinaia di anni si vive fianco a fianco.

Siamo consapevoli che il dialogo tra appartenenti alle comunità cristiane e musulmane non è sempre facile; vogliamo però ricordare che da tempo si stanno facendo sforzi notevoli per colmare le incomprensioni con uno spirito di rispetto reciproco, sapendo che l’unico Dio ha suscitato strade diverse che convergono nella stessa direzione: la misericordia, l’amore, la compassione, e tutte le virtù che Lui solo possiede in pienezza. Lui ci ha creati a Sua immagine per viverle fra noi in armonia perciò vogliamo seguire i Suoi insegnamenti per costruire le nostre società sulla base del pluralismo dove venga rispettato il diritto di ogni cittadino o comunità a professare la propria fede senza costrizione.

La Giordania ha una lunga storia di buona convivenza tra cristiani e musulmani e l’ultima visita di Papa Francesco, invitato dal nostro amato Re Abdallah Ibn Al-Hussein, l’ha ancora di più rinforzata con un grande impulso a lavorare insieme, più intensamente, per il bene della società.

Vogliamo anche noi, Focolari di Giordania, confermare il nostro impegno a lavorare fianco a fianco per costruire una società pacifica e armoniosa, nella difesa della dignità di ogni essere umano – a prescindere dalla convinzione religiosa, dall’etnia, dalle tradizioni – e continuare con più sollecitudine la realizzazione di azioni concrete per promuovere insieme la pace, la fratellanza e la salvaguardia della natura. Siamo certi che agendo così possiamo suscitare il bene e sostenerlo e allargarlo dove è già presente. Siamo fiduciosi e sicuri che il male non potrà mai avere l’ultima parola. La fede in Dio ce lo garantisce così come il saldo rapporto tra noi.

Amman, 13 Agosto 2014.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

(English version)

We, Christians and Muslims of the Focolare Movement in Jordan, wish to express our great  dismay for what has taken place in these days and is continuing at this very moment in the Middle  East. In Syria there is a war that has lasted more than three years, destroying a nation and forcing  millions of people to flee for their lives.

There is the Gaza conflict that does not spare civilians and  innocent children as it highlights an unresolved situation between two peoples, and a serious lack of  articulated commitment from the international community toward resolving it.

There has been the  recent advance of extremist militants in north Iraq, who are spreading terror among several religions,  forcing them to live like displaced people in their own land. Among these displaced people there are  more than a hundred thousand Christians have been rooted in this land for 2000 years. They were  obliged to leave their homes in the middle of the night. It is a true catastrophe! Then there is the  deliberate destruction of their religious and cultural patrimony, which is also the patrimony of all  humanity.

We are committed to do what we can to alleviate the suffering of these people, many of whom we  know personally, first by praying for them but also raising funds to help meet their most urgent  needs; opening our homes to them if necessary. We urge the international community to take action  immediately to ensure that these communities being targeted in Iraq can return to their homes as  soon as possible!

We condemn every act of violence against any human being! We condemn the disproportionate  production and sale of weapons of war, no matter the institution that finances them, as well as all  those who put them in the hands of terrorist and subversive groups!

We wish to underline, especially concerning the events in Iraq, that those who commit these  abominable acts do not have a religion, and if they claim to have one, they do nothing but  undermine it. In fact, the essence of religion is precisely the encounter between God, man and the  entire creation.  We are tired of seeing religion being exploited to create divisions in humanity and foment conflict.

We are outraged with those – groups, persons or States – who have plans and strategies for dividing  and creating separated ghettos in places where people have been living side by side for hundreds of  years.

We are aware that dialogue between members of the Christian and Muslim communities is not  always easy; but we wish to recall that for some time now noteworthy efforts are being made to  calm misunderstandings in a spirit of mutual respect, knowing that the one God has raised different  paths that converge in the same direction: mercy, love, compassion and all those virtues that He  alone possesses in full. He has made us in His own image to live them with one another, and so we  wish to follow His teachings in order to construct our societies on the basis of pluralism where the  right to profess one’s faith without any restrictions is ensured for every citizen and community.

Jordan has a long history of good relations between Christians and Muslims and the recent visit of  Pope Francis, invited by our beloved King Abdallah Ibn Al-Hussein, has strengthened those  relations even more with an impulse to work together, more intensely for the good of society.  The Focolare community of Jordan also wishes to confirm its commitment to work side by side to  build a peaceful and harmonious society, in the defence of every human being – regardless of  religious creed, ethnicity or tradition – and continuing to work for peace, brotherhood and the  protection of nature.

We believe that acting in this way we can bring about good, sustain it and  spread it wherever it is already present. We are certain that evil can never have the last say.  Our faith in God guarantees this, just like the strong relationship among us.”

Amman, August 13, 2014